"Lascio il PD e aderisco ad Azione. Scelta sofferta ma convinta"

“Ho appena comunicato al gruppo consiliare del PD del Comune di Milano la mia decisione, sofferta ma convinta, di lasciare il partito per aderire, sin da subito, al progetto promosso da Carlo Calenda con la nascita di Azione. La mia è una scelta condivisa con tantissimi amici che da sempre mi sostengono e ha a che fare con l’interesse maturato verso il posizionamento e le sfide lanciate dalla nuova formazione politica. Una realtà che si colloca, in modo chiaro e inequivocabile, all'interno di una tradizione fortemente europeista, liberale e popolare, nella quale affondano le mie radici culturali e familiari.

Augurandomi di sbagliare, ritengo che il prossimo congresso del PD non risulterà risolutivo rispetto ad alcune ambiguità di fondo che risultano tuttora irrisolte: mi riferisco, per esempio, alla linea politica, alla scelta degli alleati, alla modalità di selezione della propria classe dirigente e, infine, alle relazioni con gli amministratori locali interpreti, più di altri, delle istanze che giungono dai territori.

Azione è stata capace di intercettare alle ultime elezioni un voto di opinione e risulta, oggi, profondamente ancorata sia alla cosiddetta Agenda Draghi che a un orizzonte convintamente europeo, ritenuto uno snodo nevralgico per il benessere e lo sviluppo del nostro Paese.

Il nord e il sud, il centro e la periferia, le aree urbane e le aree interne da tenere assieme grazie al rilancio di una grande politica di coesione economica, sociale e territoriale da difendere e rafforzare in ambito prima europeo e poi nazionale. Questo sarà il mio obiettivo, il mio auspicio e il mio compito.

Il gruppo di persone che mi sostiene e con le quali mi confronto abitualmente ha considerato questa direzione non più procrastinabile: si tratta di amici che ho incontrato sin dai primi passi mossi nel Partito Popolare Italiano (PPI), fino al Partito Democratico, passando attraverso la Margherita; di colleghi che ho incrociato in ambito universitario e professionale a Milano e a Bruxelles; di persone con le quali condivido le radici e la provenienza geografica e territoriale.

Il mutamento del quadro politico italiano e i possibili nuovi equilibri in ambito europeo mi hanno convinto che oggi ci sia la necessità e la possibilità, anzitutto con la rappresentante di Azione in consiglio comunale di Milano e poi con tanti altri amici ritrovati in giro per la penisola, provenienti spesso da esperienze molto simili alla mia, di riprendere un percorso che avevamo immaginato e per il quale avevamo lavorato ancor prima del mio impegno all'interno delle istituzioni.

Ho un unico rammarico: i colleghi consiglieri del PD a Milano. A loro riservo un affettuoso pensiero: con le loro storie e sensibilità, spesso diverse ma tutte accomunate da passione e dedizione, rappresentano l'unica vera nota dolente di una scelta, comunque, molto convinta. Li ringrazio per il cammino fatto insieme, a beneficio dei cittadini di Milano. Spero di poter continuare a lavorare con ciascuno, rimanendo infatti, nella stessa maggioranza che sostiene il sindaco Beppe Sala.

Per congedarmi prendo a prestito le parole di un grande filosofo dell'antichità: “per me è ormai giunto il tempo di andare, o Giudici, ... di chi sia il destino migliore è oscuro a tutti e soltanto Dio lo sa".

Lo ha dichiarato in una nota Carmine Pacente, consigliere comunale di Milano e presidente della Commissione Fondi Europei e PNRR.

Membro del Comitato europeo delle Regioni

3 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti